
NULLA SARA' COME PRIMA
Prendo lo spunto per questo editoriale, prima delle ferie, da una lettera inviata da una grande banca popolare a tutti i suoi azionisti: «La tradizionale lettera di metà anno è all’insegna di un difficile contesto mondiale. Viviamo la più grave crisi economica mondiale del secondo dopoguerra; ciononostante dobbiamo vivere l’oggi affrontando il futuro con fiducia e facendo nostro l’antico detto: “Dopo il brutto viene il bello”. Un proverbio inglese ci ricorda che qualsiasi nuvola, per quanto nera, ha un bordo d’argento. Occorre anche dire che è costante il richiamo all’etica; ma solo ora si parla dell’importanza che essa ha quanto all’esistere e al fare. Finalmente nasce spontanea la domanda: “Continuerà questa crisi?”. Non è sufficiente che il saggio ricordi che è una previdenza necessaria capire che non si può prevedere tutto; ne vorremmo sapere di più».
Anche noi ne vorremmo sapere di più. I risultati economici del 2009 e le proiezioni del 1° semestre appena presentati inevitabilmente sono stati condizionati dal difficile andamento generale. Abbiamo aperto nuove librerie, realizzato la Grande Bibbia d’Europa, fatto il passaggio al digitale per Telenova e Telesubalpina, arricchita e consolidata la Direzione Editoriale in Edizioni San Paolo, attuato il piano industriale in Periodici San Paolo e St Pauls International basato, tra l’altro sul rilancio delle testate: Famiglia Cristiana, il Giornalino, G Baby, Vivere in armonia; abbiamo avviato nuovi siti internet per Famiglia Cristiana e Vivere in armonia. Tutto questo, se rapportato ai risultati economici ottenuti, ci dice che il lavoro non è finito e l’obiettivo del pareggio di bilancio è ancora lontano.
In una crisi come quella che viviamo, dopo il livello di interventi effettuati, bisogna passare con decisione e urgenza al livello superiore: ridisegnare, cioè, il futuro della presenza delle attività della San Paolo in Italia.
“Nella prosperità l’uomo non comprende” (Sal. 49,21) fa rilevare la Bibbia. Ciò che non siamo riusciti a percepire e realizzare con calma e con buone risorse quando i bilanci erano in attivo, siamo oggi costretti a subire e obbligati a decidere a causa della crisi economica in atto, pena la nostra sopravvivenza.
In tale ridisegnazione, con fedeltà creativa alla nostra mission, dobbiamo uscire da un pericoloso avvitamento su noi stessi e che ci renderebbe prigionieri del passato. La nostra storia, la nostra tradizione è ricca di coraggio e di proposte che hanno presentato con successo la nostra mission e identità. Oggi non possiamo ripetere o restaurare/ripitturare/rinfrescare azioni del passato.
Nulla sarà come prima e non lo sarà per il solo fatto che l’attuale crisi economica ha ripercussioni su tutto un sistema (politico, imprenditoriale, ecclesiale, valoriale) e ha attivato una radicale e nuova ricerca di senso che necessariamente produrrà nuovi e plurimi modelli con i quali bisognerà dialogare, crescere e convivere. In un tale scenario non servono rimpianti o visioni parziali o semplicemente personali. Occorre, invece, sintonizzarsi fortemente su una linea editoriale comune, quella della San Paolo, che è e deve essere unica per tutti. Occorre remare tutti nella stessa direzione al fine di operare insieme come unico editore multimediale.
In questo editoriale ho cercato d’essere molto realista. Pur prendendo coscienza delle attuali e innegabili difficoltà, mia intenzione è quella di rivolgere un invito a tutti a perseguire e riaffermare il proprio senso di appartenenza non solo a una struttura aziendale, ma a un ideale, un progetto, una missione: fare la carità della verità portando tutto Cristo all’uomo e tutto l’uomo a Cristo.
Don Vito Fracchiolla
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